Riomaggiore: le cui origini risalgono alla fine del XII secolo; suggestiva la discesa alla marina tra le tipiche case colorate che sembrano sorreggersi l'una con l'altra. Dalla piccola spiaggia della marina inizia il percorso botanico. Altro indimenticabile percorso è quello della "Via dell'Amore" che raggiunge Manarola.
Manarola: il suo porto è una terrazza, le barche sospese ai piedi di un pugno di case dalle mille tonalità, la collina sale verso l'alto ed accoglie le terrazze coltivate a vite. Durante il periodo natalizio si può ammirare il famoso presepe posto sulla collina.
Corniglia: Cornelius, colono romano e sua madre Cornelia sono i primi nomi che alludono all' attuale Corniglia,antico borgo nato intorno all'anno 1000 che mantiene intatto il suo fascino con una serie di case in pietra ed antichi portali di rara bellezza. Dalla terrazza, punto estremo del paese a strapiombo sul mare, si possono ammirare l'antica valle dei mulini oggi intensamente coltivata . Una chicca è la spiaggia di Guvano e la festa dello "sciacchetrà".
Vernazza: intrecciata di "carrugi" e ripide scalinate, ha un punto d'incontro nella piazzetta sul mare, centro della vita del paese dove sorge la chiesa dedicata a S. Margherita con le sue fondamenta bagnate dal mare;dall'altra parte il bastione del "castello".
Monterrosso: o "Rubra", antico nome latino dato alla colorazione rosea dei monti al tramonto o "Refus" signore del castello dai capelli rossicci si attribuisce il significato del nome di questo piccolo borgo marinario oggi territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre con l'ex Convento dei Frati Cappuccini e l'imponente scultura del 1910 raffigurante Nettuno e chiamato comunemente il "Gigante".
Per un soggiorno itinerante è possibile visitare la città di Sarzana e l'anfiteatro di Luni, colonia romana fondata nel 177 a.C.
L'albergo è collegato tramite servizio pubblico con la città di La Spezia che consente un insieme di
attrattive storico-culturali d'eccezione quali:
il Museo Navale dove è possibile ammirare l'importante collezione di polene , gli storici reperti della
Marina Militare e i modellini che consentono di comprendere l'evoluzione della navigazione;
il Museo del Sigillo, posto all'interno della Palazzina delle Arti, contiene una delle più importanti
raccolte del suo genere;
il Museo Lia dove è possibile osservare splendidi dipinti dal Duecento fiorentino fino ai giorni nostri.
Situata in una tra le più belle insenature della riviera ligure di Levante, Lerici offre un perfetto
connubio fra passato e presente: ricca di testimonianze storico-artistiche e di tradizioni religiose,
la cittadina non tradisce la sua fama di centro balneare attrezzato e moderno. Il territorio, meta in
ogni tempo di poeti e artisti di grande fama, è stato denominato "Il golfo dei poeti", e con questo
appellativo Lerici è conosciuta in tutto il mondo.
Il clima mite in tutti i periodi dell'anno e la bellezza delle verdi colline che la circondano, rendono
Lerici la meta ideale, in ogni stagione, per lunghi soggiorni o per fine settimana all'insegna del sole,
dell'arte e della buona cucina.
Il territorio comunale comprende non soltanto il noto Golfo racchiuso fra i Castelli di San Terenzo
e di Lerici, con l'ampia spiaggia della Venere Azzurra, ma anche pittoreschi borghi collinari
collegati da sentieri panoramici, baie nascoste e appartate che si aprono nella scogliera, come nella
località di Fiascherino, e piccoli gioielli architettonici come Tellaro.
Lerici è mare - tanto da ottenere i prestigiosi riconoscimenti della Bandiera Blu e delle Quattro
Vele di Legambiente - ma non solo, Lerici è anche natura. Il suo territorio, infatti, è compreso nel
Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra, ampia area protetta dominata dalla macchia
mediterranea.
Il Comune di Lerici si presenta come la meta ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di
tranquillità, di relax, di contatto con la natura e con il mare, offrendo in più agli amanti dello sport,
del divertimento, della gastronomia, dell'arte e della cultura, proposte complete e uniche.
Portovenere è una famosa località turistica ligure situata all’interno del comprensorio delle Cinque Terre, uno dei luoghi più incantevoli della nostra Penisola, grazie ai declivi collinari ed alla bellezza del paesaggio. Proprio per questo la località, assieme alle adiacenti Isole di Palmaria e di Tinetto, è stata inserita dal 1997 tra i Patrimoni Mondiali dall’Unesco. La principale risorsa turistica del Paese è il bellissimo mare, con una bellissima passeggiata che partendo dalla località di Terlizzo, distante poco più di un chilometro, si percorre per raggiungere il Paese lungo Via Olivo, passeggiata che è anche dotata di spiagge e di porticcioli attrezzati per l’attracco di piccole imbarcazioni.
All’interno del Paese, è da visitare il Castello di Porto Venere, una fortezza innalzata attorno al 1200 dalla Repubblica di Genova, allora il lotta con la Repubblica di Pisa per il possesso di questa zona, demolita poi e ricostruita tra il ‘500 ed il ‘600. All’interno del Castello si svolgono numerose mostre d’arte durante l’intero periodo dell’anno.
Da visitare anche la Chiesa di San Pietro, il cui nucleo originale risale al XII Secolo, situata quasi a
picco sul mare, e probabilmente costruita su quello che fu l’antico tempio dedicato alla Dea Venere.
All’interno del Paese numerosi vicoli caratteristici rendono suggestive le vie che risalgono in
direzione del Castello posto alla cima di Portovenere.
Il mare può anche essere attraversato tramite vaporetti ed imbarcazioni, con le quali raggiungere la vicinissima Isola Palmaria, dotata di spiagge libere ed attrezzate, e di numerose calette, nonché di sentieri interni naturalistici, anche con Guida, dai quali poter osservare lo splendido panorama offerto dal Golfo di La Spezia.
Il viaggiatore che attraversa Sarzana lungo quello che una volta era il percorso della Francigena, trova nei monumenti, negli edifici signorili, nei tesori d’arte conservati nelle chiese, la traccia di tutte le diverse influenze che hanno caratterizzato la sua storia. Storia condizionata dagli elementi naturali: alle spalle le Apuane, di fronte il fiume Magra, poco distante il mare. Una fortunata combinazione che ha fatto di Sarzana un crocevia di importanti strade terrestri, fluviali e marittime.
Sarzana dunque città da scoprire. Non solo per quanto nascondono le sue vie, le sue piazze, i palazzi e le chiese: ma perché, ancora oggi, sa rinnovarsi di stagione in stagione offrendosi sempre nuova e diversa. “Mari, monti, colline, valli, uliveti, pinete, è veramente una meraviglia” scriveva da Sarzana Alessandro Manzoni alla moglie Teresa nell’estate del 1852.E la meraviglia è rimasta, in gran parte tutelata dal Parco del fiume Magra. Come è rimasto il fascino che nel Medioevo accompagnava i pellegrini verso Santiago de Compostela sull’antica via Francigena, nel tratto che attraversa Sarzana tra litorale, fiume e colline, in un’esplosione di vegetazione.
Basta salire alla Fortezza di Sarzanello, lungo la mulattiera medievale che parte da via San Francesco, e percorrere il cammino di ronda per riuscire ad abbracciare con lo sguardo tutta la bassa valle del Magra, dall’ Appennino alle spiagge di Marinella.Dal borgo di Falcinello, che domina la valle del torrente Amola, circondato da olivi, vigne, querce e campi terrazzati in mezzo ai quali spuntano case di pietra, fino alla tenuta agricola di Marinella, unico esempio ligure di villaggio agricolo pianificato tra ‘700 e ‘800, realizzato da Carlo Fabbricotti, proprietario di un centinaio di cave. Costruito su un terreno bonificato, il borgo era dotato delle strutture necessarie per l’autosufficienza.
La storia di Sarzana sembra scritta dagli elementi della natura, segnata dalla ricchezza, dalla fortuna e dal forte spirito di indipendenza che porta ai sarzanesi prima a svincolarsi dal potere dei vescovi di Luni poi a destreggiarsi tra lotte feroci delle varie signorie liguri e toscane, infine a combattere con coraggio e generosità il fascismo.
Ogni paese ha il suo Santuario, al quale gli abitanti sono legati da profonda devozione. Sono raggiunti da strade carrozzabili, eccetto quello di Riomaggiore, ma potrete prendere il trenino a cremagliera che, inoltrandosi tra i vigneti e la macchia mediterranea, vi porterà a destinazione. Altrimenti potete andarci a piedi inerpicandovi per i sentieri di collegamento. Il panorama è stupendo e la vista spazia sull'intero golfo. Sono passeggiate un po' faticose ma non richiedono nè l'attrezzatura, nè l'allenamento degli alpinisti. Pensate che in occasione del rispettive feste i fedeli raggiungono il santuario partendo in processione dal paese. 1 percorsi sono tutti indicati con segnavia bianco-rosso.
Riomaggiore - Santuario di Nostra Signora di Montenero
Si deve seguire il sentiero n. 3a. E' lungo complessivamente 3, 5 km e il tempo necessario per
percorrerlo è di circa un'ora. La partenza è nei pressi dell'autoparcheggio dove inizia il sentiero.
Per un lungo tratto il percorso segue in parallelo il canale di Riomaggiore, poi incomincia la salita
tra i vigneti terrazzati fino ad arrivare al santuario che è circondato da un prato e dai pini.
Dal piazzale la vista spazia su tutto il golfo delle Cinque Terre. Per raggiungerlo esistono dei
percorsi alternativi più brevi ma faticosi. Vicino al piazzale inizia il sentiero che conduce a
Portovenere. Una passeggiata piuttosto lunga (2 ore), ma merita per il panorama che si vede e la
natura che si scopre.
Manarola - Santuario di Nostra Signora della Salute
Si segue il percorso n. 6d. Il tempo necessario è di circa 1 ora. La partenza è dal parcheggio delle
auto a Manarola: all'uscita incomincia la mulattiera che raggiunge quota 268 metri, dove inizia il
sentiero n. 6d. Si prende il tronco di sinistra e si prosegue in direzione di Volastra.
Questa è una delle migliori zone viticole delle Cinque Terre. Da Volastra salendo sulla sinistra si
raggiunge in breve il santuario.
Corniglia - Santuario di Nostra Signora delle Grazie
Si può deviare da Prevo per San Bernardino, oppure prendere il sentiero n. 7b per Case Fornacchi.
Il tempo necessario è di oltre un'ora. Si segue fino a Prevo il percorso descritto per il tratto
Corniglia-Vemazza, quindi si devia a destra e, dopo poco, s'incontra la strada carrozzabile che si
segue per circa 300 metri in direzione di Corniglia, fino a quando si trova una ripida mulattiera che
raggiunge il santuario. Il secondo percorso (n. 7b), pur essendo ugualmente panoramico, è più
complicato come itinerario. Inizialmente si segue il sentiero per Corniglia - Vernazza, ma dopo
aver attraversato il rio Canaletto ci si inoltra nei vigneti, fino a raggiungere la "Strada dei Santuari".
Si prosegue nella macchia mediterranea, nelle fasce coltivate e si raggiunge Case Fornacchi (506 m)
da dove si scende, attraversando più volte la strada asfaltata, fino a San Bernardino.
Vernazza - Santuario di Nostra Signora di Reggio
E' il sentiero n. 8 ed è lungo 1,2 km. Il tempo necessario per percorrerlo è di circa 45 minutes.
La partenza è dalla stazione ferroviaria, da dove si prende la strada per il cimitero, che si aggira.
Si prosegue lungo il crinale verso levante. Il sentiero è lastricato e corrisponde al percorso della
Via Crucis. Si possono ancora vedere le cappelle delle stazioni della Via Crucis e la chiesetta di
San Bernardo. La mulattiera si snoda tra le fasce coltivate a vigneti e uliveti fino a raggiungere il
piazzale del santuario circondato da alberi secolari.
Monterosso - Santuario di Nostra Signora di Soviore
E' il sentiero n. 9 ed è lungo 2,5 km. Il tempo necessario per percorrerlo è di un'ora e mezza.
La partenza è dalla parte finale di via Roma, dove inizia la mulattiera che, attraversando fasce
coltivate a uliveti e vigneti, incomincia a salire. Si attraversa il bosco fino a quando non s'incontra
la strada litoranea che bisogna attraversare. La mulattiera passa per una pineta, dove si vedono
alcune cappelle della Via Crucis e quella dedicata a Maria Maddalena. Ancora 200 metri e si arriva
al santuario circondato da secolari alberi di leccio.
E' il percorso più famoso e spettacolare. Ma è stato tracciato, nei secoli, da chi lo utilizzava abitualmente per spostarsi, perciò in alcuni punti si tratta di una vera e propria mulattiera che si snoda lungomare collegando i cinque borghi tra loro. E' facilmente percorribile, ma non dimentichiamoci che è pur sempre un sentiero, dove è possibile trovare restringimenti del tracciato, tratti scivolosi e dirupi. Prudenza. L'itinerario da Riomaggiore a Monterosso e lungo circa 12 km e la quota massima (200) si tocca a Prevo, piccola ma caratteristica frazione di Vernazza. Il percorso è composto per lo Più da sentieri (8 km circa), mulattiere acciottolate e gradinate (2 km circa), il restante è formato dal lungomare di Via dell'Amore e da strade interne dei paesi. Questo è il sentiero N. 2 del C.A.I. della Spezia, ma è più conosciuto come il "sentiero azzurro". L'intero percorso è segnalato da una striscia bianca e una azzurra. Se si esclude la "Via dell'Amore", che risale agli anni trenta, è un tragitto antico molto conosciuto ai tempi della Repubblica di Genova, quando Vernazza era lo scalo e il mercato principale della zona. Per percorrere tutto il sentiero sono necessarie circa 5 ore e complessivamente si supera un dislivello di 500 m. Ma il tempo si raddoppia se si effettuano brevi visite ai borghi. L'ideale è avere almeno alcuni giorni a disposizione e dividere il percorso a-tappe.
ATTENZIONE: il transito sul sentiero 2 è subordinato al pagamento di un biglietto (giornaliero)
del costo di Euro 5.00/persona. In alternativa si consiglia l'acquisto della "Cinque Terre Card"
Tempi di percorrenza:
Riomaggiore - Manarola: 1 km. Tempo di percorrenza: 25 min.
Manarola - Corniglia: 2,8 km. Tempo di percorrenza: h 1,00.
Corniglia - Vernazza: 3,4 km. Tempo di percorrenza: h 1,45.
Vernazza - Monterosso: 3,8 km. Tempo di percorrenza: h 2,00
E' conosciuto anche come "Alta via delle Cinque Terre" e corrisponde al sentiero n. 1 del CAI della Spezia: un itinerario pedonale che parte da Portovenere e termina a Levanto. Inizia a quota zero sul livello del mare (Portovenere) sale in quota fino a raggiungere gli 800 metri per poi ridiscendere a quota zero (Levanto). E' lungo una quarantina di chilometri e per percorrerlo occorrono circa dieci ore. Un percorso impegnativo, ma accessibile a tutti. Pur seguendo il crinale, infatti, non tocca mai le vette per non costringere a faticosi saliscendi, passa sopra tutte le selle ed evita le punte, passando di lato, solitamente a mare. Proprio per questa sua caratteristica alcuni tratti sono stati inglobati in carrarecce e strade asfaltate. Effettuare il percorso in un solo giorno è consigliato ai camminatori più allenati, meglio prevedere delle soste. E' possibile pernottare lungo il percorso a Campiglia, al Colle del Telegrafo, all'azienda agricola in località Pavi, al santuario di Nostra Signore di Soviore e al Colle di Gritta, mentre potete ristorarvi al santuario di Nostra Signora di Montenero. Il dislivello complessivo è di circa 1300 metri. Solitamente lo si suddivide in sei tappe anche se ci possono essere diverse varianti, grazie alle molte vie di comunicazione che raggiungono o si avvicinano al sentiero. Il segnavia è bianco-rosso. Si tratta di un sentiero mediamente impegnativo, paragonabile ad un percorso di media montagna; va pertanto affrontato con l'abbigliamento adeguato e con la giusta dose di concentrazione. Ultima considerazione: il sentiero è descritto con partenza da Portovenere, è tuttavia consigliabile percorrerlo da Levanto vista la maggiore dolcezza della salita da quel lato.
Visitate il nostro blog per più informazioni e video sui sentieri delle Cinque Terre